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KNIFE CONTROL METHOD

Questa sezione è dedicata ad una controversa tematica, molto dibattuta, discussa e oggetto di critiche nell’ambiente delle arti marziali e delle discipline da combattimento,

ovvero l'insegnamento dell'uso delle armi da taglio e la difesa contro attacchi portati con esse. Purtroppo le armi da taglio sono facilmente reperibili, a portata di tutti e tranquillamente occultabili se di piccole dimensioni.

Innanzitutto mettiamo bene in chiaro che non si insegna a nessuno come ammazzare la gente. Imparare a usare un coltello serve a capirne la sua reale pericolosità ed ad averne riverente rispetto. Un coltello nelle mani di un esperto è letale; nelle mani di un malintenzionato può provocare seri danni. Gli allenamenti in palestra, sebbene duri, estenuanti e ripetuti all'infinito e le innumerevoli situazioni create non saranno mai sufficienti a crearne una reale.

La situazione improvvisa, lo stato di attenzione, il tipo di aggressione inaspettata e vigliacca, il numero di aggressori, l'ambiente ostile, il diverso tipo di approccio tra l'aggressore e la vittima, lo stress, la capacità di inquadrare la situazione e di organizzare una reazione, la confusione mentale e la restrizione della visuale (visuale a tunnel), faranno parte del contesto che durerà pochissimi secondi nei quali si dovrà valutare un piano di azione che darà risultati non sempre sperati.

L'obiettivo dello staff è quello di preparare gli allievi sia tecnicamente che psicologicamente con lo scopo di renderli consapevoli dei potenziali rischi ai quali si è esposti di fronte un aggressore armato di coltello o arma da taglio (taglierino, giravite, punteruolo). Si dovrà agire con immediatezza per fare la cosa giusta per cercare, se possibile, di evitare lo scontro; in caso di impossibilità, allora si cercherà di limitare i danni, perchè sicuramente ci saranno, cercando di gestire la situazione nel migliore dei modi per portare a casa la "pelle", nel rispetto della legislazione italiana.

La prima autodifesa è quella di far funzionare la nostra testa e non l’istinto. Dobbiamo pensare alle conseguenze che le nostre azioni possono innescare e riflettere attentamente su ciò che si può fare e su quello che devo evitare di fare. Con il passare del tempo l'allievo aumenterà la sua autostima, e prenderà consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacità di gestire le proprie emozioni; sarà più attento e capace di valutare la situazione nel modo che, in quel momento ed in quel contesto, riterrà più opportuno.